Ma che bella sorpresa

Sono Vittorio, 49 anni e sposato da 16 con Anna seconda di tre sorelle.Questa storia riguarda proprio una di loro,Lia che ha cinque anni meno di mia moglie che ne ha 44. Ci siamo uniti in matrimonio quando Lia ne aveva 23, molto graziosa, elegante, piuttosto bassina, ma lo ammetto, sembrava e sembra una bambolina.

Anna e io, lasciata la amata Sicilia dove risiedeva, ci siamo trasferiti in liguria dove vivevo ed avevo un pubblico impiego.Trascorsero diversi anni, e mia moglie mi propose di ospitare sua sorella Lia presso di noi,fino a quando non avesse trovato un lavoro visto che la Sicilia non offriva molte occasioni. Accettai volentieri, mia cognata al solo guardarla mi portava il buon’umore.Non era bellissima, ma aveva un qualcosa che mi attraeva in modo particolare.Rimase con noi un paio di anni e in diverse occasioni tentai di convincerla a lasciarsi andare, ma lei niente, era irremovibile. Non frequentava nessuno nonostante Anna la spingesse spesso a farsi un fidanzato.Prese in affitto un appartamentino anche per essere indipendente da noi. Diventò la tipica casa-lavoro-chiesa-.

Alla Domenica la costringevamo a uscire con noi, per non restare sempre in casa da sola e per fortuna mia figlia, che ancora era piccola, riusciva a distrarla. Intanto gli anni passavano,cominciava ad accumulare una piccola fortuna con il suo buon lavoro,ed io ogni tanto,pensando che si fosse ammorbidita, andavo all’attacco con la speranza di portarmela a letto.Dopo l’ennesimo inutile tentativo,mi disse che non voleva per non fare un torto a sua sorella che tanto l’aveva aiutata.A quel punto,dopo quasi dodici anni di inutili tentativi, misi l’anima in pace e smisi di sperare.Tutte le estati , o Luglio o Agosto,tornavamo in Sicilia a trovare l’altra sorella, sposata e con un figlio,ed ultimamente mia cognata Lia con un discreto gruzzoletto,volle acquistare un appartamentino vicino al mare.Premetto che le vacanze le trascorrevamo nel paese natale di mia moglie,in montagna e distante ad una ora di viaggio dal mare.Lia ha sempre amato sdraiarsi sulle spiagge della Liguria,quindi ha pensato bene di assicurarsi un posto stabile per il futuro. La scorsa estate la casa era quasi a posto,mancavano ancora i lampadari e altre piccolezze.Una Domenica andai al mare con la famiglia, Lia e il nipote Giuseppe(Pino) che aveva quasi 17 anni.Sulla spiaggia Pino e mia figlia si divertivano,Anna e Lia prendevano il sole mentre io leggevo, fino al momento in cui fui attratto da Pino e mia figlia che uscivano dal mare. Squadrai bene mio nipote: magro,viso e schiena erano un trionfo di brufoli,sempre sorridente ,ma quello che più mi colpì,fu il “pacco” notevole che si notava chiaramente sotto al costume. Siccome aveva anche un carattere piuttosto “libertino”,temevo per mia figlia.Sul lungomare erano presenti vari “vu cumprà”con tanti lampadari,Lia ne approfittò e ne acquistò tre per la sua casa.Ormai era tardi,li avrei montati al prossimo viaggio e ritornammo al paese.Il venerdì seguente Lia e Pino vollero essere accompagnati alla stazione per andare nella casa nuova: mia cognata per sbrigare pratiche burocratiche e Pino per andare al mare. Restammo d’accordo che li sarei andati a prendere la Domenica. Invece il sabato mattina con mia figlia e mia moglie partimmo per andare da mia cognata,ma senza dirle che stavamo arrivando,le avremmo fatto una sorpresa:loro al mare ed io avrei montato i lampadari.Strada facendo con il cellulare Anna si volle assicurare che erano alla spiaggia ed ebbe la conferma.Lasciai moglie e figlia al lido dove avrebbero dovuto esserci zia e nipote e andai all’abitazione con le seconde chiavi.Entrai nell’appartamento tranquillo,ma subito sentii un gridolìo, mi avvicinai verso la stanza che era quella da letto pensando a dei ladri,ma giunto in vista del letto, un pugno mi colpì allo stomaco:mia cognata Lia era nuda e su di lei una specie di martello pneumatico la stava trapanando.Non vedevo chi era lui,ma poi un brivido mi percorse fino al cervello: riconobbi la schiena piena di brufoli di mio nipote!Porca miseria,non aveva ancora 17 anni e già si scopava colei che avevo desiderato per tanti anni.Rabbia e gelosia mi fecero torcere le budella,quel ragazzino con la bocca ancora sporca di latte aveva il cazzo nella fica della donna della quale ero segretamente innamorato.Lia alla soglia dei quaranta anni si concedeva come una troia a un ragazzino di 16! Non credevo ai miei occhi,più li guardavo e più mi incazzavo,tremavo dalla rabbia,ma la cosa che più mi fece male fu la frase che lei disse a Pino”(vienimi dentro, fai come hai fatto le altre volte ti prego!”). Restai allibito,chissà da quanto è che scopano.La risposta di Pino fu un’altra mazzata al mio povero stomaco:(“Certo zia,ti accontento ancora,però lo sai cosa voglio in cambio”) Speravo non fosse vero quello che avevo intuito;restai a guardare con il cuore sotto i tacchi che andava a mille, vidi Pino aumentare il ritmo in modo velocissimo, Lia gemeva di piacere,sollevava le gambe sulla schiena del ragazzo che mise le labbra contro quelle di Lia per zittirla mentre le schizzava nel ventre una buona dose di sborra.Quel momento avevo sognato di farlo infinite volte,ma è stato il nipotino pieno di brufoli ad averne il piacere.Non mi davo pace,vidi Pino sollevarsi per dare modo alla zia di girarsi e un nuovo colpo prese le mie viscere :riuscii a vedere la mazza che stava per penetrarla nel culo. Per un attimo restai senza fiato e feci un confronto veloce:credevo di avere un cazzo che se lo avessi infilato in quel culetto piccino la avrei fatta urlare sicuramente,ma quello di Pino la avrebbe squartata.Restai ad osservare con una certa apprensione nei confronti di Lia: Messa alla alla pecorina Pino appoggiò(dopo avere ben lubrificato il buchetto)la mazza contro lo sfintere, la prese per i fianchi e iniziò a spingere senza curarsi dei gemiti di dolore della zia.A forza di spinte Lia si distese sul letto , Pino cominciò ad andare su e giù con forza,facendo penetrare sempre più in lei quel cazzo fuori misura. Speravo che non la lacerasse,ma a quanto pare non era la prima volta che facevano quella pratica,visto che ora lei lo incitava a spingere sempre più forte.Tremando di rabbia usci da quella casa,andai al lido a cercare mia moglie e mia figlia,restai con loro fino a mezzogiorno,evitai di tornare troppo presto da mia cognata,avremmo corso il rischio di trovarli ancora all’opera. Ad Anna dissi che i lampadari non li avevo messi perché mi ero fermato in un bar con conoscenti. Strada facendo incontrammo a Pino che appena ci vide esclamò:(“che bella sorpresa avete fatto,la zia era al mare ma è tornata presto perché aveva male alla schiena”)Tra me pensai che il male di schiena era normale con quello che aveva fatto e sicuramente sarebbe durato a lungo.Terminate le vacanze tornammo alle nostre case alla solita vita però nel mese di Settembre, durante una cena,mia moglie mi informò(con il solito pugno nello stomaco) che sua sorella Lia aspettava un bambino,ma non voleva dire chi era il padre.Lo sapevo ben io chi era il padre e questa si che era una bella sorpresa!!


Inviata da Vittorio